Truffe via SMS e WhatsApp: come riconoscerle e cosa fare se hai cliccato

“Il tuo pacco è in giacenza”, “Ciao mamma, ho cambiato numero”, “Accesso anomalo al tuo conto”: le truffe via SMS e WhatsApp sono sempre più credibili, anche grazie all’intelligenza artificiale. Riconoscerle però è possibile, se sai quali segnali guardare. Ecco le truffe più diffuse in Italia e cosa fare se hai cliccato.

Regola numero uno: banche, Poste, corrieri e INPS non ti chiedono mai password, codici OTP o dati della carta via SMS, WhatsApp o telefono. Se qualcuno lo fa, è una truffa.

Le truffe più diffuse

1. Il finto corriere o il pacco in giacenza

Un SMS avvisa che un pacco non è stato consegnato e chiede di pagare pochi euro di spese o di aggiornare l’indirizzo tramite un link. Il sito imita un corriere reale e ruba i dati della carta.

2. “Ciao mamma, ho cambiato numero”

Su WhatsApp arriva un messaggio da un numero sconosciuto che finge di essere un figlio o un parente con il telefono rotto. Dopo qualche messaggio arriva la richiesta urgente di un bonifico.

3. La finta banca (smishing)

Un SMS, che a volte compare nella stessa conversazione dei messaggi veri della banca, segnala un accesso sospetto o un bonifico da bloccare. Il link porta a una pagina falsa, oppure subito dopo chiama un finto operatore che chiede codici o di spostare i soldi su un “conto sicuro”.

4. Multe, pedaggi e rimborsi

Messaggi su multe non pagate, pedaggi autostradali o rimborsi fiscali in attesa, con un link per pagare o incassare. Gli enti pubblici usano canali ufficiali come PagoPA, l’app IO o la PEC, non link via SMS.

5. Offerte di lavoro e investimenti

Proposte di lavoro facile da casa (“metti like ai video e guadagni”) o di investimenti con guadagni garantiti, spesso con falsi testimonial famosi creati con l’AI. All’inizio pagano piccole cifre, poi chiedono di versare soldi.

I segnali che devono metterti in allarme

  • Urgenza: “entro 24 ore”, “il conto verrà bloccato”.
  • Link strani: domini con parole aggiunte, errori o estensioni insolite.
  • Richiesta di dati: password, OTP, PIN, numero completo della carta.
  • Numero sconosciuto che dice di essere qualcuno che conosci.
  • Pagamenti insoliti: ricariche, bonifici istantanei, criptovalute, carte regalo.
  • Italiano approssimativo: non sempre c’è, ma resta un indizio.

Cosa fare se ricevi un messaggio sospetto

  1. Non cliccare e non rispondere.
  2. Verifica dal canale ufficiale: apri tu l’app della banca o del corriere, oppure chiama il numero che trovi sul sito ufficiale.
  3. Se dice di essere un parente, chiamalo sul vecchio numero o fai una domanda che solo lui può sapere.
  4. Segnala e blocca il numero; su WhatsApp usa Segnala nella chat.

Hai cliccato o dato i dati? Agisci subito

  1. Chiama il numero antifrode della tua banca o blocca la carta dall’app.
  2. Cambia le password degli account coinvolti e attiva la verifica in due passaggi.
  3. Se hai installato un’app su richiesta di qualcuno, disinstallala e fai controllare il telefono.
  4. Sporgi denuncia alla Polizia Postale, anche online tramite il portale commissariatodips.it, e conserva screenshot e messaggi.

Le stesse tecniche si usano anche sui social: leggi la guida su come riconoscere le truffe sui social e quella sui virus informatici.

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